Marzo 6, 2009...1:49 pm

Maturazioni

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Maturazione uno.

Può anche darsi che abbia un senso, diventare qualcuno o qualcosa. Vedere che gli altri, un altro, diventano qualcuno o qualcosa. Diventano un padre, un medico, uno scrittore, un fotografo, una donna politica.

Può essere che abbia anche un principio di felicità, tutto questo. Però io, così stupidamente irriducibile, così drammaticamente immaturo, così – mio malgrado – lontano dall’idealismo, nella cosa che guardo non riesco mai a vederci quello che c’è, ma tutto il resto. Vedo quello che non è. Che potrebbe essere, però in effetti non è.

Non so. Magari un giorno mi guarderò allo specchio e mi vedrò storico. Toh! Pure io allora saprò cosa sono, in quel futuro che non arriva.

Però, quando sarò diventato, quando avrò il mio bravo cartellino che mi etichetterà e mi distinguerà, dandomi – per così dire – un’identità, ecco proprio allora, son sicuro, mi maledirò o mi dispiacerò di non essere diventato, ad esempio, un musicista. E non nel modo un po’ patetico in cui lo sono ora, musicista, ma in quello fiero e coerente che meriterebbe, quel lavoro, per essere fatto bene, come saprei farlo se facessi solo quello.

È che un giorno ho fatto una scelta. E se me l’avessero imposta, almeno avrei salva la coscienza, invece l’ho fatta tutta da solo, scegliendo quello che mi pareva.

Ed è stato lì, dentro l’attimo in cui sceglievo, che ho scoperto quanta libertà possa nascondersi nelle dittature: la libertà di non scegliere, quella di non negarsi da se stessi di essere qualcosa che si vorrebbe, ma che in effetti non si può o non si deve essere.

Maturazione due.

Dimmi che senso ha potere essere promiscui e non esserlo? È crudele almeno quanto andare al mare il 18 agosto, in Sardegna, e non fare il bagno.

Maturazione tre.

Non scegliamo tutto quello che siamo. Spesso scegliamo quello che gli altri si aspettano da noi.

Maturazione quattro.

Ancora più spesso scegliamo di essere quello che crediamo gli altri si aspettino da noi.

Maturazione cinque.

Il livello del corso di inglese in cui mi hanno infilato è così alto che a mala pena arrivo a capire i 2/3 di quello che si dice. Però almeno posso dire in giro che mi sto preparando per il toefl. Se mi retrocedono al purgatorio, ve lo faccio sapere.

Maturazione sei.

Se cliccate qui e ascoltate c’è il mio amico Lo-Car che canta dentro una trasmissione di RadioUno dedicata alla musica in emergenza in Italia. Siamo sempre in emergenza. Il disco però è molto bello, anche perché ci canto pure io. Per l’inglese… beh per quello si può sempre migliorare…. ma per il resto c’è tutto (grande CharleS!).

Maturazione sette.

Finisco quello che ho cominciato. Ci metto un paio di mesi. Poi mi compro uno di quegli zaini grandi grandi. Un biglietto. Anche un capello nuovo, se mi capita. Eppoi salvatevi tutti.

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