Lo so di chi è la colpa, se esiste un colpevole, di tutto questo.
Il colpevole sono io. Sono io che non ho fatto un cazzo per il mio Paese. Non ho fatto altro che lamentarmi di come vanno le cose, non ho fatto altro che pensare alla mia stupida condizione di giovane precarizzato dalle mie insicurezze. Non mi sono mai curato di quella massa di persone che ha problemi diversi dai miei, non ho mai fatto nulla per impedire l’anonimia e l’anoressia del mio essere cittadinanza.
L’Italia che adesso mi trovo a percorrere è il prezzo che si paga per una vita completamente ripiegata sulle mie esigenze personali.
Molte ore, molti minuti della nostra riflessione quotidiana sono dedicate a dimostrare, in primo luogo a noi stessi, che quello che facciamo è utile anche agli altri.

Ma è una balla gigantesca.
Contribuire alla rilettura critica della vicenda storica di un popolo, può essere utile per gli altri? La Storia è utile davvero?
Forse, forse, forse no.
Nulla è più utile della consapevolezza che un popolo deve avere della propria specifica rilevanza in un dato territorio? La consapevolezza è la pietra su cui si impianta la dignita e perfino l’orgoglio di una appartenenza?

Macchè son tutte stronzate. Tutta propaganda.

Anche tu avrai la storiellina da raccontarti sull’utilità (per gli altri) di quello che fai. Ma è un’idiozia. Infatti vieni pagato, hai un reddito anche alto per questo, hai una carriera, un prestigio sociale, un tornaconto individuale che costituisce un obiettivo non secondario della tua attività: altrimenti non lo faresti.

E non è vero nemmeno che questo nostro impegno ci salva. perchè se ci salvasse avremmo un luogo diverso, invece esiste questo qui, l’Italia, dove il tuo primo ministro ha 72 anni, è amico intimo di un dittatore (Putin) e vince con una coalizione di gente che è strutturalmente incapace di trasformare perfino il proprio volto.

Ma non serve a nulla indignarsi, soprattutto se si risiede all’estero e non si è fatto davvero nulla per impedire che l’Italia sia quello che è. Scegliere di andare fuori e buttare merda sull’Italia è una cosa troppo facile.

però.
però è colpa di chi l’Italia, questa qui, non la voleva. Perchè non ha fatto nulla per impedirlo.

La colpa è mia. Tutta mia.
Eppure solo 4 partiti in parlamento è una cosa bella.
Se i comunisti non ci sono ben gli sta. Hanno rotto i coglioni per cinque anni, su ogni cosa. Davvero hanno esasperato il loro stesso elettorato.
Non se ne poteva più. Il deserto serve a tutti, soprattutto a loro. Anche i socialisti: hanno ammazzato la Rosa nel Pugno. Deserto, deserto anche per loro.

Deserto anche per me. Anche il mio sarà un deserto di disullusione per i prossimi cinque anni di questa potentissima maggioranza che è uscita dal voto di questa brava gente cazzona che sono gli italiani.
Ma il piddì lo deve capire, che senza le riforme radicali, anglosassoni, laiche, determinate, il paese non si fiderà mai di loro.
Infondo anche io ho votato solo il meno peggio.
E l’ho fatto perchè il meno glielo dava la serietà di Emma Bonino e quella dei radicali.
Per il resto. Non ci lamentiamo.
Non se ne ha il diritto se non si è fatto nulla perchè le cose andassero in modo diverso.



One Response to “L’Italia di Berlusconi l’ho voluta io.”  

  1. 1 animalcafe

    possibile che nessuno commenti qui?

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