Aprile 9, 2009

… looking for a sound

Poco importa che Iggy Pop esploda da queste casse-cornacchia, a dare un contorno di furore ad una stanza ombrosa, con le pareti ancora bianche – segno visivo-non-tangibile – della mia ennesima provvisorietà qua dentro. Poco importa, o forse importa moltissimo, visto che un arpeggio come quello di beside you, lo sto cercando da secoli dentro le corde della chitarra, e ultimamente anche dentro un synth alesis, però bo. una cosa così efficace non mi è ancora venuta tra le dita.

Infondo, mi sono calmato solo dopo che ho capito che stavo cercando un suono, un rumore che desse continuità a queste giornate che sembrano spiattellarsi l’una sull’altra senza un senso vero, grondando tutta quella precarietà che adesso sembra essersi concentrata solo sui bradelli di esistenza abruzzesi.

e questo suono, prima lo trovi e poi lo perdi di nuovo. adesso, ce l’ho e a volte non so che farne, a volte lo ascolterei per ore. a volte lo userei per capire tutto, come una specie di lente attraverso la quale guardare ogni cosa, per poterla interpretare meglio.

Sì perchè, è inutile provare a capire cosa vuol dire stare dodici ore dietro un suono, e sentirsene addosso due, di ore. E’ inuutile provare a capire cosa vuol dire dipendersi vicendevolmente, e provare il brivido di essere ancora liberi. E’ inutile se non l’hai mai fatto/provato.

Poi c’è una canzone. Una di quelle che quando la senti ti fa pensare ad una persona, a quella persona lì. E’ questa canzone qui, adesso, che troneggia su tutti gli altri ascolti e che quando sarò vecchio (cioè mai) mi ricordera la pioggia che non finisce, un muso che ondeggia, un sorriso ostinato e una cascata di cose fatte e da fare. together.

vi lascio col mio suono, scovato nella cantina della mia incoscienza, quasi due anni fa. buon videoascolto

Aprile 6, 2009

TERREMOTO IN ABRUZZO-LE PRIME IMMAGINI DELLA TRAGEDIA(06/04/2009)

Marzo 27, 2009

[english lessons] Italians ponder pizza vending machine

Siccome voglio imparare l’inglese, mi sbologno un sacco di video dei giornali stranieri. Ed è bellissimo scoprire tutte le cose di cui in Italia non si parla.

Marzo 21, 2009

Cinismo irresponsabile

Marzo 9, 2009

A.m(u)ore nucleare.

Prova a pensarci. Un’estate atomica, dentro un sole rosso-radiazione. L’apocalisse dei cuori. Pensa ad un’esplosione, ad una fissione che va storta e che spazza via tutti questi qui che si iscrivono ai gruppetti facebook contro il nucleare. Pensa a quanta energia risparmiata.

Prova a pensarci. Proprio dirimpetto ad un nuraghe, o vicino ad un pozzo sacro millenario. Proprio là sopra, dove prima c’era uno spazio silenzioso. Dove prima c’era l’illusione di un tempo che non si è svolto. Prova a pensarci. Di spostare un velo di terra che ti sembra vergine, di trovarci, invece, cavi, plastica, tecnologia: una specie di Lost per davvero. Porca Puttana. Dove il nuovo, per l’ennesima volta, si veste di antico e di ancestrale. Ma qui non è che si costruisce lo Stato. Qui si costruisce il modo nuovo che l’uomo ha di amarsi.

Prova a pensarci. La Sardegna. A costo zero. Un milione e mezzo di alzate di spalle. “Tanto in Sardegna” …  al massimo, qui, fanno un gruppo di protesta su facebook.

Prova a pensarci. Un milanese che issa la bandiera del nucleo sopra una collina in mediocampidano… e alle pendici del rilievo collinoso, il corpo defunto dell’attuale governatore: sono passati sul suo cadavere.

Prova a pensarci. Un pannello solare su ogni tetto. Forse l’Enel non avrebbe il suo surplus da vendere all’estero: però noi resteremmo con un fabbisogno energetico meno vorace.

Un tetto, un pannello. Invece, Pecoraro Scanio per 15 anni in Parlamento.

Prova a pensarci. Rubbia che fine ha fatto?

pre.scriptum. Amore nucleare è forse il pezzo dei Sikitikis che più mi piace. Secondo fonti ministeriali, diventerà l’inno del movimento pro-nucleare che va organizzandosi anche in Sardegna.

Marzo 6, 2009

Maturazioni

Maturazione uno.

Può anche darsi che abbia un senso, diventare qualcuno o qualcosa. Vedere che gli altri, un altro, diventano qualcuno o qualcosa. Diventano un padre, un medico, uno scrittore, un fotografo, una donna politica.

Può essere che abbia anche un principio di felicità, tutto questo. Però io, così stupidamente irriducibile, così drammaticamente immaturo, così – mio malgrado – lontano dall’idealismo, nella cosa che guardo non riesco mai a vederci quello che c’è, ma tutto il resto. Vedo quello che non è. Che potrebbe essere, però in effetti non è.

Non so. Magari un giorno mi guarderò allo specchio e mi vedrò storico. Toh! Pure io allora saprò cosa sono, in quel futuro che non arriva.

Però, quando sarò diventato, quando avrò il mio bravo cartellino che mi etichetterà e mi distinguerà, dandomi – per così dire – un’identità, ecco proprio allora, son sicuro, mi maledirò o mi dispiacerò di non essere diventato, ad esempio, un musicista. E non nel modo un po’ patetico in cui lo sono ora, musicista, ma in quello fiero e coerente che meriterebbe, quel lavoro, per essere fatto bene, come saprei farlo se facessi solo quello.

È che un giorno ho fatto una scelta. E se me l’avessero imposta, almeno avrei salva la coscienza, invece l’ho fatta tutta da solo, scegliendo quello che mi pareva.

Ed è stato lì, dentro l’attimo in cui sceglievo, che ho scoperto quanta libertà possa nascondersi nelle dittature: la libertà di non scegliere, quella di non negarsi da se stessi di essere qualcosa che si vorrebbe, ma che in effetti non si può o non si deve essere.

Maturazione due.

Dimmi che senso ha potere essere promiscui e non esserlo? È crudele almeno quanto andare al mare il 18 agosto, in Sardegna, e non fare il bagno.

Maturazione tre.

Non scegliamo tutto quello che siamo. Spesso scegliamo quello che gli altri si aspettano da noi.

Maturazione quattro.

Ancora più spesso scegliamo di essere quello che crediamo gli altri si aspettino da noi.

Maturazione cinque.

Il livello del corso di inglese in cui mi hanno infilato è così alto che a mala pena arrivo a capire i 2/3 di quello che si dice. Però almeno posso dire in giro che mi sto preparando per il toefl. Se mi retrocedono al purgatorio, ve lo faccio sapere.

Maturazione sei.

Se cliccate qui e ascoltate c’è il mio amico Lo-Car che canta dentro una trasmissione di RadioUno dedicata alla musica in emergenza in Italia. Siamo sempre in emergenza. Il disco però è molto bello, anche perché ci canto pure io. Per l’inglese… beh per quello si può sempre migliorare…. ma per il resto c’è tutto (grande CharleS!).

Maturazione sette.

Finisco quello che ho cominciato. Ci metto un paio di mesi. Poi mi compro uno di quegli zaini grandi grandi. Un biglietto. Anche un capello nuovo, se mi capita. Eppoi salvatevi tutti.

Febbraio 23, 2009

senza parole

Febbraio 13, 2009

kill your idols

centro-destra-nulla. I vecchi miti non sono ancora morti e già ne nascono di nuovi. Campagne elettorali truccate. Berlusconi che incede in Sardegna. Cappellacci il candidato trasparente, the superUnknow, come dice Lemonde. Ché non dice nulla. Meno di Nulla. Parla di bonus alle imprese, Cappellacci. Oddio, ho sempre odiato le minestre. Dice che la gran parte dei nuovi occupati sono precari. Cioè, usa l’argomento tipico dei rifondaroli. No ma dico stiamo scherzando? il candidato di centro.destra usa gli argomenti della sinistra più mesozoica? Tutta sbobba questa destra-nulla, condita con una spruzzatina di clericalismo che non guasta mai. Sono completamente fuori di senno. Sono strutturalmente incapaci di governare, perchè sono dei dilettanti, sono dei ragazzini. Sono gente che si fa il trapianto a sessantanni suonati. Sono gente che smentisce la smentita di se stessi. Sono dei poveri personaggi in cerca d’autore. DeGasperi dove diavolo sei finito?

Soru. tutti mobilitati per questo obamasardo. Olè. Dopo il culto-mito di Mao adesso il culto mito di Soru. Gli italiani. Hanno bisogno di uomini forti, di uomini impossibili, che derivano il loro potere dal divino o dal danaro. Soru. Sembra un salvatore della patria, un vero sardo. Perchè loro lo sanno chi è il vero sardo: è un nuovo nazismo-xenofobo al contrario: non importa che Soru sia tecnicamente similissimo a Berlusconi, almeno lui è sardo. Questo argomento fa breccia, funziona, funziona un sacco. Quando gli hanno chiesto se lui un caso Eluana lo avesse ospitato è stato evasivo. Come i migliori democristiani del PD.

Ma va là. Questi non hanno capito nulla. Non hanno capito che dei governi bisogna sempre diffidare, ché i governi sono sempre e solo un male necessario. Invece qui, lo mitizzano, il governo-governatore, ne fanno un moderno Giomaria Angioj (lo sapete chi era costui, voi che date i pedigree di sardità?? O parlate di sardità perchè siete fighi e non avete modo migliore di tirare fuori aria dalla bocca?), un nuovo padre della patria. Ma è un inganno , questa cosa qui. E non ve ne rendete conto, signori miei mito-fili:avete davvero tutto questo bisogno del salvatore se voi poi non siete disposti a fare nulla per cambiare le cose? Non siete un tantino patetici?

Siamo lontani, signori e signorine, dallo sprigionare una reale capacità di vedere la realtà senza l’illusione ottica del mito/idolo. Ne avete bisogno, del mito-sogno, perchè la realtà vostra di tutti i giorni, quella che non vi impegnate a cambiare e contribuite a costruire, è troppo brutta. Allora volete il mito.idolo. state attenti però, io vi avviso.

I propri miti, bisogna ucciderli.

Febbraio 9, 2009

…suoNiDallaLuna.

Quando ho iniziato a suonare in una band è un sacco di anni fa. E’ stata una pazzia bellissima. Iniziata con un mio amico fraterno, che ora vive nella penisola iberica. Son successe un sacco di cose da allora. A me, a lui. Però quel filo che ci ha legati insieme – i suoni, il suono, il legno pestato dei palchi – ci lega ancora: e ci guida e ci spinge a inventare sempre nuovi modi di restare, di resistere, in questa dolcissima culla furibonda, che è suonare.

Lui adesso, si è inventato l’ennesimo modo di farlo. In una radio spagnola. Una trasmissione che si chiama LunaLLena… Scaricatevi il podcast e  diffondentelo: la musica che ci suona è bellissima. Io me lo metterò nel lettore mp3 per portarmelo in giro, a colorare il mondo che devo ancora vedere.

p.s. presto sulle frequenze di LuneLLena anche i suoni (vecchi e nuovi) di chi scrive queste righe.

Febbraio 5, 2009

Storia di liberali vergognosi (questo post subirà una crescita progressivo-documentaria)

Vergognosi. Semplicemente. Dalle tribune della campagna elettorale permanente, berlusconi parla di partito dei liberali. E io io mi sento male, malissimo, mi viene il voltastomaco. Avessero almeno il coraggio delle parole. Invece no, perché loro hanno la becera arma della smentita, in mano, che gli permette di dire tutto, il suo contrario, e di far passare il roverscio per diritto.

Mi sento male, indignato da questa versione opaca e mediasetizzata del liberalismo, che  divora tutto e lo risputa macciullato, rovinato, imbruttito. Sono stufo di questa pantomima del liberalismo che ingerisce e offende la dignità del singolo cittadino, il suo diritto a nascere, a morire secondo l’intimo intreccio di passioni, sentimenti, convinzioni che costruiscono la sua identità fisica e spirituale.

Mi fa ribrezzo questo governo di sedicenti liberali, che controlla, statalizza la società, che ingerisce mette mano, affonda, guarda in modo perverso e cinico - spietatamente cinico – oltre le lenzuola che celano un dramma, il dramma di una persona in stato vegetativo da quindici anni, e della sua martoriata famiglia.

Dovreste vergognarvi. Sudditi di un Vaticano prepotente, prebendato, cinico, che impone valori ridotti a stupidi principi astratti quando prescindono dai drammi, dalle sofferenze, dall’intimo travaglio che attanaglia chi si trova a fare queste scelte, a vivere queste situazioni limite.

Che dovrebbero costruire e diffondere nella società sentimenti di rispetto e tolleranza, di delicatezza e dialogo, per capire, per comprendere, senza imporre visioni ideologiche e artificiali della vita a chi non le condivide, a chi si commuove per valori e credenze differenti.

Invece vedo solo arroganga. Quagliarello che va a fare lezioni alla Scuola di Liberalismo, che pure io ho frequentato, oggi, in diretta nazionale parla questo linguaggio che lo affianca ai più beceri clericali del tardo XIX secolo. Che liberalismo è questo? Che liberalismo è questa etica di stato-governativa vaticana che si fa legge per imporsi sul dramma e sulle scelte di una famiglia che soffre?

Dovreste vergognarvi.

Questi non sono liberali: sono l’ennesima riproposizione del partito moderato italiano, che è sempre stato il vero problema dell’Italia. Da sempre. Siamo ancora in attesa di un vero partito conservatore, capace di tenere il punto, di avere una dignità, di sprigionare una sua reale autonomia internazionale, ridefinendo il rapporto con le gerarchie Vaticane. Abbiamo bisogno di un partito conservatore che affondi e si nutra della sostanza che fonda questa “benedetta” repubblica e anche del rigore e degli ideali che hanno dato slancio al nostro risorgimento.

Anche Gobetti lo aspettava. E mentre lo faceva è arrivata la sanzione, che allora puniva le dissidenze, le etiche altre, i valori che perdevano via via cittadinanza nel nuovo regime concordatario.

p.s.

E’ giusto che un presidente del consiglio baci la mano al Pontefice? E’ giusto che un capo di governo baci la mano al capo di uno stato straniero?

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